La finanza tradizionale opera quasi esclusivamente attraverso la vendita di Fondi comuni di investimento, Polizze a contenuto finanziario (Index linked e Unit linked), Certificati di investimento, Gestioni patrimoniali, Sicav, Sicaf, etc.
Tutti questi strumenti finanziari sono accomunati dalla “gestione attiva” dei fondi, con l’obiettivo di battere il mercato… obiettivo che sottointende, da parte di costoro, la capacità di prevedere il futuro…
Purtroppo le cose non stanno evidentemente così. Le statistiche pubbliche ci raccontano che il 90,7% dei fondi comuni di investimento, in un arco temporale di 5 anni, non riesce in questo ambizioso intento di battere il mercato e, se allunghiamo il periodo di indagine, la percentuale sale attorno al 95%.
Gli investitori professionali ed istituzionali, tranne qualche rara eccezione, non investono in questo tipo di prodotti, proprio per la loro incapacità di battere il mercato, per l’inefficienza di questi strumenti e per gli elevati costi di gestione che li caratterizzano, a totale discapito della performance complessiva.
La soluzione efficiente adottata dagli istituzionali e dagli investitori professionali è quella di investire in modo sistematico (ricordo che investire è un processo) e con una precisa strategia in prodotti cosiddetti a “gestione passiva” o “indicizzata”.
Gestione passiva o indicizzata sta a significare che il gestore dei fondi, altro non fa che replicare un determinato mercato (il benchmark), senza cercare di batterlo. La terminologia usata per questo tipo di prodotti è ETF (Exchange Traded Fund), cioè fondi ad elevata efficienza e ridottissimi costi di gestione.
Per esempio l’ETF che replica l’indice S&P 500 parte da costi annui pari allo 0,07% (70 euro all’anno ogni 100.000 euro investiti!!!).
Al contrario, un qualsiasi fondo di investimento a gestione attiva che pone come benchmark di riferimento l’indice S&P 500 ha costi sostanzialmente maggiori. Prendiamone uno venduto da Eurizon Asset Management, società del gruppo Intesa Sanpaolo. Il costo annuo di gestione in questo caso ammonta “solo” al 3,8% (3.800 euro all’anno ogni 100.000 euro investiti!!!). Se vuoi verificare con i tuoi occhi clicca qui per visualizzare il Kid, il documento previsto dalla legge e contenente le informazioni chiave per gli investitori.
A questi prodotti vengono poi sapientemente mixati, in base a specifiche scelte strategiche, azioni, obbligazioni, materie prime e valute diverse da quella di riferimento, in un’ottica di diversificazione e contenimento del rischio. Questo rappresenta in sintesi anche quello che noi facciamo con il nostro portafoglio investimenti.
Diffida da chi ha la presunzione di prevedere il futuro e che quindi utilizza promesse di rendimento per conquistare la tua attenzione e fiducia. Il futuro è per definizione imprevedibile.
Investire è un processo! Quindi qualcosa di ben diverso da quello che ti raccontano in giro per venderti qualche miracoloso strumento finanziario pensato proprio per te… Prima farai tuo questo fondamentale concetto e prima otterrai dei risultati concreti.



